massaggio miofasciale

una tecnica profonda per sciogliere tensioni e rigidità

Il massaggio miofasciale è una tecnica manuale profonda che lavora non solo sui muscoli, ma anche nella fascia connettivale che avvolge, collega e separa i diversi muscoli.
Questo tessuto, elastico e dinamico, può irrigidirsi per effetto di traumi, infiammazioni, posture scorrette o sforzi ripetuti.
Quando ciò accade, le fibre fasciali perdono la loro capacità di scorrere liberamente, provocando dolore, limitazioni di movimento e rigidità muscolare.

La tecnica agisce meccanicamente sulle aderenze che si formano tra una fascia e l’altra, aiutando a restituire ai tessuti la loro naturale elasticità e la corretta tensione.

In questo modo si favorisce la riduzione del dolore, il ripristino della mobilità e una sensazione di maggiore leggerezza e libertà nel corpo.

È particolarmente utile sia per gli sportivi — per migliorare la performance e prevenire lesioni — sia per chi conduce una vita sedentaria, spesso accompagnata da rigidità e dolori cronici.

Terapista lavora sui muscoli paravertebrali con l’ausilio del gomito durante un trattamento miofasciale per alleviare dolori lombari e dorsali

origini

Il massaggio miofasciale nasce negli anni ’70 in ambito fisioterapico e sportivo, con l’obiettivo di trattare le alterazioni della fascia e le conseguenze funzionali sui muscoli e sulla postura.

Oggi rappresenta una delle tecniche più efficaci nel campo delle terapie manuali per alleviare dolori muscolari e articolari, migliorare la postura e sostenere il recupero dopo sforzi o periodi di inattività.

Nella pratica, viene spesso integrato con il massaggio classico, che prepara i tessuti al lavoro più profondo e specifico sul sistema miofasciale.

come funziona

Il trattamento si effettua a pelle nuda, con l’utilizzo di olio, per permettere movimenti lenti e controllati.

Il terapista lavora con mani, avambracci e gomiti, applicando frizioni scivolate, trazioni e compressioni trasversali tra un muscolo e l’altro per scollare e liberare i tessuti.
Si alternano fasi passive, durante le quali il terapista mobilizza la fascia, a fasi attive, in cui il cliente compie piccoli movimenti per favorire il rilascio. Il trattamento non segue schemi rigidi: si adatta di volta in volta alla risposta del corpo, guidato dall’ascolto del terapista.

L’obiettivo è restituire elasticità, circolazione e armonia funzionale, sostenendo la capacità del corpo di autoregolarsi.

quando può essere utile

È una tecnica potenzialmente adatta a tutte le età, ma deve essere sempre adeguata alle condizioni della persona e alla sua sensibilità, poiché il trattamento agisce con intensità sui tessuti.
Può essere integrata con altri approcci manuali per favorire un recupero graduale e prevenire recidive.

Il massaggio miofasciale è indicato nei disturbi muscolari e articolari, sia cronici che acuti, che comportano dolore, rigidità o perdita di mobilità.
Può essere di aiuto in caso di:

Il massaggio miofasciale non è indicato in caso di infiammazioni acute o stati febbrili, né quando sono presenti ferite, infezioni cutanee o ematomi recenti.
È sconsigliato anche in presenza di trombosi, flebiti o patologie oncologiche in atto, poiché il trattamento potrebbe stimolare la circolazione in modo non appropriato.

Va inoltre praticato con cautela, e sempre previo parere medico, in caso di gravidanza, patologie cardiovascolari, disturbi della coagulazione o altre condizioni di salute delicate.

CONTROINDICAZIONI

DOMANDE FREQUENTI

All’inizio ti chiedo dove senti dolore o tensione e con quali movimenti i fastidi si manifestano.
Valutiamo insieme quanto la mobilità è ridotta e quali aree risultano più rigide a causa delle tensioni.

Inizio quindi con alcune manovre di massaggio per riscaldare i tessuti e prepararli al lavoro più profondo, poi passo a trattare le fasce maggiormente compromesse, alternando fasi passive e fasi attive in cui ti chiedo di eseguire piccoli movimenti per facilitare il rilascio.

Alla fine della seduta, rivalutiamo insieme la mobilità e verifichiamo se la sensazione di dolore o rigidità si è ridotta.

Il massaggio miofasciale è un massaggio piuttosto intenso e potresti avvertire una sensazione di tensione o “buon dolore”, segno che la fascia sta rispondendo al lavoro.
La pressione è sempre modulata sulla tua sensibilità: non deve mai risultare eccessiva per non generare resistenza nei tessuti.

Ogni persona reagisce in modo diverso e la durata del percorso dipende dal grado di rigidità o cristallizzazione della fascia.
In molti casi, un primo miglioramento può essere percepito già dopo la prima o le prime sedute, ma per consolidare il risultato e favorire un equilibrio duraturo possono essere necessari più incontri.

Durante ogni seduta valuto insieme a te l’evoluzione dei sintomi e le sensazioni post trattamento, così da monitorare l’efficacia della terapia e capire se è opportuno proseguire o concludere il percorso.

Il massaggio miofasciale è una tecnica potenzialmente adatta a tutte le età, ma deve essere sempre adeguata alle condizioni della persona e alla sua sensibilità, poiché agisce con intensità sui tessuti.
È sconsigliato nei primi mesi di gravidanza o in presenza di particolari fragilità, dolori acuti o disturbi di salute delicati.
In questi casi, valuteremo insieme se è indicato procedere o se orientarsi verso un trattamento più dolce.

Quando la fascia si libera dalle tensioni accumulate, si può creare una risposta infiammatoria temporanea o un indolenzimento nelle zone trattate.
È una reazione fisiologica, segno che il corpo sta integrando il lavoro ricevuto e tende a ridursi spontaneamente nel giro di pochi giorni.

Hai dubbi o non sei sicuro che il massaggio miofasciale possa essere adatto a te?
Chiamami senza impegno: sarò felice di ascoltarti e rispondere alle tue domande.

 

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